{"id":443,"date":"2022-10-25T15:20:08","date_gmt":"2022-10-25T15:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/studiobampo.wgcomunicazione.it\/?p=443"},"modified":"2024-03-21T16:31:28","modified_gmt":"2024-03-21T16:31:28","slug":"onere-della-prova-nuove-regole-tra-fisco-e-contribuente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiobampo.it\/en\/onere-della-prova-nuove-regole-tra-fisco-e-contribuente\/","title":{"rendered":"Onere della prova: nuove regole tra fisco e contribuente"},"content":{"rendered":"<div data-breakout=\"normal\">\n<h4 id=\"viewer-foo\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><strong><span class=\"_1N6tE\">Le principali novit\u00e0 delle riforma della giustizia tributaria<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block1\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-27qf3\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span>La legge n. 130\/2022 ha introdotto due modifiche alla disciplina dei poteri delle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado.<\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block3\">Da un lato, \u00e8 stata cristallizzata la regola di ripartizione dell&#8217;onere della prova tra Amministrazione finanziaria e contribuente.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block4\">La seconda modifica prevista dalla riforma riguarda invece la \u201ctestimonianza scritta\u201d, ammessa per i ricorsi notificati dal 16 settembre 2022.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block5\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-7g4h3\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span><strong>Nuova ripartizione dell&#8217;onere della prova<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block7\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-ejfa0\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\">La <strong>riforma della giustizia tributaria<\/strong> ha introdotto dal 16 settembre 2022 il comma 5-bis nell\u2019art. 7, D.Lgs. n. 546\/1992. Si tratta di norma salutata con estremo favore da parte degli operatori del diritto e che si colloca nell\u2019ambito del processo tributario e non del procedimento di accertamento.<\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block9\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-dbje9\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Pi\u00f9 in dettaglio, tale previsione attribuisce esplicitamente al giudice tributario la <strong>responsabilit\u00e0 della valutazione della prova<\/strong> delle irregolarit\u00e0 tributarie accertate dagli uffici dell\u2019Amministrazione finanziaria.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block10\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-3idf0\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Le regole stabilite dalla norma processuale in commento sono, quindi, le seguenti:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block11\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<ul class=\"_9IweU iPC6I\">\n<li class=\"Ojm1O KNByY\" dir=\"auto\">\n<div>\n<p id=\"viewer-4idme\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">l\u2019Amministrazione finanziaria \u201c<strong><em>prova in giudizio le violazioni contestate con l\u2019atto impugnato<\/em><\/strong>\u201d;<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li class=\"Ojm1O KNByY\" dir=\"auto\">\n<div>\n<p id=\"viewer-8ks93\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u201c<strong><em>spetta comunque al contribuente fornire le ragioni della richiesta di rimborso, quando non sia conseguente al pagamento di somme oggetto di accertamenti impugnati<\/em><\/strong>\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block12\">La norma di <strong>ripartizione dell\u2019onere probatorio<\/strong> applicata anteriormente alla riforma della giustizia tributaria (e fondata sull\u2019art. 2697 c.c.) ha regolato le conseguenze giuridiche nei casi di assenza di prova di un fatto nel processo tributario. Tuttavia, essa di sovente ha posto sul contribuente l\u2019onere di fornire <strong>prove di difficile acquisizione,<\/strong> talvolta \u201cdiaboliche\u201d. Si pensi, ad esempio, ai casi degli utili prodotti dalle societ\u00e0 a ristretta base azionaria, nei quali, mentre l\u2019Amministrazione finanziaria pu\u00f2 far leva su una presunzione di matrice giurisprudenziale ed \u00e8 il contribuente a dover provare che trattasi di maggiori utili \u201caccantonati o reinvestiti dalla partecipata\u201d (ad es. tra le altre Cass., sentenza 25 agosto 2022, n. 25322\/2022).<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block13\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-8bo92\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span>Nella fase processuale innanzi alle Corti di Giustizia tributaria, pertanto, la nuova disposizione chiama il giudice tributario, oltre che a stabilire la legittimit\u00e0 della pretesa per come essa \u00e8 esposta e argomentata nella motivazione dell\u2019atto impositivo impugnato (art. 7, legge n. 212\/2000 e art. 3, legge n. 241\/1990), anche a fondare la propria decisione sugli elementi di prova emergenti dal giudizio tributario, nei limiti del petitum e dei fatti dedotti dalle parti, cos\u00ec come previsto dall\u2019art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 546\/1992.<\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block15\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-31apk\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block16\">In altri termini, il giudice tributario \u00e8 tenuto a riportare nella propria decisione le prove prodotte in giudizio vuoi dall\u2019Amministrazione finanziaria, vuoi dal contribuente, valorizzando le stesse nell\u2019ambito dell\u2019iter logico della motivazione. Con ci\u00f2, il Legislatore ha inteso stabilire maggiore <strong>equit\u00e0 nel<\/strong> <strong>processo tributario<\/strong>, coerentemente con il precetto costituzionale previsto dall\u2019art. 97 Cost..<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block17\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-1tq6e\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Ne deriva, inoltre, che, cos\u00ec come affermato dalla Suprema Corte (cfr. Cass., sentenza 25 gennaio 2022, n. 2032), la motivazione dell\u2019atto impositivo non pu\u00f2 essere integrata dall\u2019Amministrazione finanziaria in corso di giudizio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block18\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-eqtod\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span><strong>Ad esempio<\/strong>:<br \/>\nsi ponga il caso di contestazione di indetraibilit\u00e0 dell\u2019IVA in relazione a fatture passive soggettivamente inesistenti. Alla luce del nuovo disposto dell\u2019art. 7, comma 5-bis, D.Lgs. n. 546\/1992, il giudice tributario, prima di valutare la consapevolezza del destinatario che l\u2019operazione si inseriva in una evasione d\u2019imposta, \u00e8 chiamato a verificare in concreto se vi sia in atti la prova specifica e circostanziata fornita dall\u2019Amministrazione finanziaria in sede di motivazione dell\u2019atto impositivo (in quanto attore, in senso sostanziale, nel processo tributario), oppure se l\u2019Ufficio adduca solo meri sospetti, non sorretti da ragioni oggettive, circa la partecipazione alla frode da parte del contribuente.<\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block20\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<div id=\"viewer-er97v\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u00a0<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block21\"><strong>Ad esempio<\/strong>:<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block22\">si ponga il caso di una rettifica in ambito di <em>Transfer Pricing<\/em>: l&#8217;Amministrazione finanziaria non potrebbe limitarsi a provare l&#8217;esistenza delle transazioni, tra imprese appartenenti al medesimo gruppo, intercorse ad un prezzo \u201capparentemente inferiore\u201d a quello di libera concorrenza ma effettivamente provare e documentare quale sia il prezzo rispettoso del principio dell\u2019<em>arm&#8217;s length<\/em>.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block24\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-7rmp3\" class=\"_9-O5y h4vUg g9g8z iPC6I TI-xX\"><strong><span class=\"_1N6tE g9g8z\">Da quando si applicano le nuove disposizioni?<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block25\">La disposizione esaminata \u00e8 in vigore dal 16 settembre 2022 e, avendo essa natura squisitamente processuale, si applica ai processi in corso:<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block26\">&#8211; in quanto <strong>non sono previste deroghe<\/strong> sulla base delle disposizioni transitorie e finali (ex art. 8, legge n. 130\/2022);<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block27\">&#8211; in piena coerenza con il principio processuale <em>tempus regit actum<\/em>, in virt\u00f9 del quale l\u2019atto processuale \u00e8 soggetto alla disciplina vigente al momento in cui viene compiuto.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le principali novit\u00e0 delle riforma della giustizia tributaria \u00a0La legge n. 130\/2022 ha introdotto due modifiche alla disciplina dei poteri delle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado. 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