{"id":400,"date":"2021-12-20T15:13:03","date_gmt":"2021-12-20T15:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/studiobampo.wgcomunicazione.it\/?p=400"},"modified":"2024-03-21T16:31:29","modified_gmt":"2024-03-21T16:31:29","slug":"dividendi-esenti-da-controllate-tedesche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiobampo.it\/en\/dividendi-esenti-da-controllate-tedesche\/","title":{"rendered":"Dividendi esenti da controllate tedesche"},"content":{"rendered":"<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-foo\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">I <strong>dividendi percepiti<\/strong> dalle societ\u00e0 sono di norma <strong>esclusi dalla formazione del reddito<\/strong> per il 95% del loro ammontare. Sono cio\u00e8 imponibili nella misura del 5%, il che \u00e8 come dire che, essendo l\u2019aliquota IRES pari al 24%, la loro tassazione avviene con un\u2019aliquota dell\u20191,2%.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block1\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-8cs9\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Questa \u00e8 la regola del <strong>Testo unico delle imposte sui redditi<\/strong>, che trova eccezione per i dividendi provenienti da Paesi a regime fiscale privilegiato, tassati per intero. Pochi sanno, per\u00f2, che vi \u00e8 un\u2019altra eccezione, in senso stavolta pi\u00f9 favorevole, all\u2019interno dell\u2019Unione europea: si tratta dei <strong>dividendi provenienti da una controllata di diritto tedesco.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block2\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-eul3c\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Per identificare le modalit\u00e0 di tassazione in tale particolare ipotesi, occorre fare riferimento alle disposizioni sancite a livello convenzionale.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block3\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-3j1pq\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">L\u2019articolo 24 della <strong>Convenzione internazionale stipulata tra la Repubblica Italiana e la Repubblica federale di Germania<\/strong> per evitare le doppie imposizioni prevede al paragrafo 2 che:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block4\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-2sc8r\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u2013 se un residente della Repubblica italiana riceve elementi di reddito imponibili nella Repubblica federale di Germania, la Repubblica italiana, nel calcolare le proprie imposte sul reddito, pu\u00f2 includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di reddito, a meno che altre espresse disposizioni della stessa Convenzione non stabiliscano diversamente;<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block5\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-f6dnt\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">\u2013 sono <strong>esclusi dalla base imponibile<\/strong> italiana i <strong>redditi derivanti dalla percezione dei dividendi pagati ad una societ\u00e0<\/strong>, diversa da una societ\u00e0 di persone, <strong>residente in Italia<\/strong> da parte di una <strong>societ\u00e0 residente nella Repubblica federale di Germania<\/strong>, il cui capitale sociale \u00e8 direttamente detenuto per almeno il 25% dalla societ\u00e0 italiana.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block6\">Al riguardo, l\u2019Amministrazione finanziaria potrebbe eccepire che il suindicato metodo per eliminare la <strong>doppia imposizione<\/strong> operi nei soli casi di doppia imposizione giuridica, legata alla circostanza che uno stesso elemento di reddito sia tassato nello Stato di residenza e in quello della fonte (tramite ritenuta alla fonte) in capo al medesimo soggetto.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block7\"><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block7\">Tuttavia la norma pattizia (il gi\u00e0 citato articolo 24, paragrafo 2, capoverso b della Convenzione Italia \u2013 Germania) deve essere interpretata, anche alla stregua del modello di <strong>Convenzione Ocse e del relativo Commentario agli articolo 23A e 23B<\/strong>, come comprensiva anche della doppia imposizione economica internazionale, cio\u00e8 la <strong>duplice tassazione<\/strong>, ad opera di imposte analoghe, da parte di due Stati, della <strong>medesima capacit\u00e0 economica<\/strong> in capo a <strong>due soggetti distinti<\/strong>, e, in particolare che si verifica qualora i beneficiari dei dividendi siano societ\u00e0 che, a loro volta, distribuiscono dividendi.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block8\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-e2nts\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Ne consegue l\u2019esclusione dalla base imponibile di una societ\u00e0 italiana dei dividendi erogati da una sua partecipata tedesca nella quale possieda almeno il 25% del capitale.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block9\"><strong>Tale conclusione \u00e8 stata confermata anche dalla suprema Corte di Cassazione<\/strong> con la recente sentenza n. 30140\/2019, pubblicata il 20.11.2019.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block10\"><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block10\">Ad avviso della Suprema Corte, l\u2019esclusione da imposizione in Italia dei dividendi pagati da una societ\u00e0 tedesca, disposta dall\u2019art. 24, par. 2, della Convenzione Italia-Germania al ricorrere della condizione del possesso del 25%, \u00e8 espressa in termini incondizionati e non \u00e8 correlata all\u2019ipotetico ulteriore presupposto della doppia imposizione giuridica (che, pur non ricorrendo nel caso di specie, si sostanzierebbe nella contemporanea imposizione, alla fonte, sugli stessi dividendi, da parte dello Stato tedesco).<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block11\"><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block11\">I giudici ribadiscono che le Convenzioni, una volta recepite nel nostro ordinamento con legge di ratifica, acquistano il valore di fonte primaria ai sensi degli artt. 10 e 117 della Costituzione, nonch\u00e9 dell\u2019art. 75 del DPR 600\/73; tali norme affermano il principio che le Convenzioni, cos\u00ec come le altre norme pattizie internazionali, prevalgono sulle corrispondenti norme interne.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block12\"><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p id=\"viewer-433d9\" class=\"_9-O5y h4vUg KNByY iPC6I TI-xX\"><span class=\"_1N6tE\">Pertanto, nel caso di specie, l\u2019esclusione convenzionale dalla base imponibile disposta dall\u2019art. 24, par. 2, lett. b) della Convenzione Italia-Germania prevale sull\u2019imposizione del 5% dei dividendi distribuiti alla controllante residente in Italia prevista dall\u2019art. 89 comma 2 del TUIR.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block13\">Tale impostazione, prosegue la Suprema Corte, non viene meno per effetto dell\u2019introduzione della direttiva \u201cmadre figlia\u201d (posteriore al Trattato bilaterale con la Germania), posto che la stessa disposizione comunitaria lascia impregiudicata l\u2019applicazione di disposizioni nazionali o convenzionali intese a sopprimere o attenuare la doppia imposizione economica dei dividendi.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dividendi percepiti dalle societ\u00e0 sono di norma esclusi dalla formazione del reddito per il 95% del loro ammontare. 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