Abuso del diritto: le nuove linee guida del MEF tra libertà di scelta, operazioni circolari e differimento d’imposta.
Con l’Atto di indirizzo n. 5/2024, il MEF ha delineato i principi guida sull’abuso del diritto ai fini fiscali, in applicazione dell’art. 10-bis dello Statuto del Contribuente. Il documento offre indicazioni operative volte a limitare usi distorti della norma antiabuso e a garantire la certezza del diritto.
I punti chiave dell’atto di indirizzo:
- Pianificazione fiscale legittima: Il contribuente può scegliere fra diverse alternative giuridiche, anche se alcune comportano un carico fiscale inferiore. L’abuso sussiste solo se l’operazione è priva di sostanza economica e finalizzata esclusivamente a un vantaggio fiscale indebito;
- Prova a carico dell’amministrazione: L’Agenzia delle Entrate deve dimostrare l’intento elusivo principale, non potendo ricorrere a presunzioni generalizzate;
- Valore dell’interpello: Lo strumento dell’interpello viene promosso come mezzo preventivo per evitare contestazioni in fase successiva.
Recesso atipico e operazioni circolari
Un passaggio centrale dell’atto di indirizzo riguarda il recesso atipico, come la cessione di quote rivalutate ad altri soci: si ribadisce che si tratta di operazioni valide e non abusive se supportate da valide ragioni economiche. Tuttavia, è vietato l’uso di schemi circolari, in cui il socio esce formalmente ma resta di fatto titolare della partecipazione, o riacquista le quote subito dopo.
Operazioni meramente circolari — come la cessione con immediata retrocessione o la cessione a società controllate dal medesimo cedente — sono sospette di abuso, poiché non determinano alcun effettivo mutamento nell’assetto economico o gestionale.
Differimento della tassazione “sine die”: attenzione alla natura indebita
Come ben evidenziato dalla dottrina, l’atto del MEF introduce il concetto che anche un vantaggio fiscale meramente temporale — come un differimento della tassazione — può essere considerato abusivo se sine die o significativamente posticipato.
Tuttavia, lo stesso documento ribadisce un principio fondamentale:
“la natura indebita del vantaggio fiscale deve sempre essere verificata caso per caso“.
Non ogni differimento dell’imposizione è indice di abuso. Ad esempio, conferimenti in neutralità fiscale, scissioni immobiliari od operazioni a realizzo controllato possono generare rinvii dell’imposizione legittimi, se coerenti con la finalità delle norme e privi di intenti elusivi.
Conclusioni operative
- Le operazioni di recesso atipico sono ammissibili anche tra soci, purché non mascherino operazioni meramente circolari.
Il differimento dell’imposizione non è di per sé abusivo: occorre sempre verificare la finalità e la coerenza con l’ordinamento. - L’abuso del diritto si configura solo in presenza di un vantaggio fiscale indebito, conseguito tramite atti privi di sostanza economica.
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